Moduli caratterizzanti indirizzo ISS

Il diritto tra modernità e post-modernità

Responsabile di modulo Mauro Grondona – DIGI

Titolo lezioneRelatore e affiliazioneData e ora
Il valore dell’accordo, oggi, tra antichi modelli e nuove tensioni: un esercizio di decostruzioneTommaso dalla Massara
Ordinario di Diritto romano e diritti dell’antichità nell’Università di Verona, Dipartimento di Scienze giuridiche
4 aprile 2020
ore 9:00 - 13:00
ABSTRACT
L’incontro si concentrerà sull’analisi del valore dell’accordo come fonte imprescindibile della vincolatività giuridica, per riflettere sulle continuità e discontinuità di quest’idea caratterizzante della tradizione giuridica europea.
Fin dal diritto romano arcaico (XII Tavole) emerge l’idea della vincolatività della parola data; è poi in epoca romano-classica che sembra profilarsi una più precisa idea dell’imprescindibilità dell’accordo rispetto al costituirsi di un vincolo contrattuale.
Quella linea di pensiero - che in via semplificata potremmo chiamare “consensualista” - permane lungo tutta l’esperienza giuridica successiva, però sempre accanto a ipotesi alternative di vincolatività, legata per esempio al rito, alla forma oppure alla tipizzazione dell’operazione economica; è soltanto nella stagione della riscoperta ottocentesca del diritto romano che si dà vita a una retoricizzazione del valore dell’accordo (un passo a monte, in forza della primazia riconosciuta al c.d. dogma della volontà). Alcune voci “iconoclaste”, già in quella stagione, si oppongono a quest’impostazione (es. Sigmund Schlossmann), per mettere a nudo la retorica del consenso.
L’incontro si proporrà dunque, in chiave di decostruzione critica, di riflettere sullo “stato dell’arte” dell’idea di accordo vincolante oggi, tra antichi modelli e nuove tensioni.
Vico giurista: attualità di un antimodernoMarco N. Miletti
Ordinario di Storia del diritto medievale e moderno nell’Università di Foggia, Dipartimento di Giurisprudenza
18 aprile 2020
ore 9:00 - 13:00
ABSTRACT
La complessa elaborazione intellettuale di Giambattista Vico riservava al diritto un ruolo-chiave, non sempre adeguatamente valorizzato. Nel pieno della crisi della coscienza europea, la visione ontologica del ius, campo di tensione tra ratio e auctoritas, verum e factum, rappresentò, per il filosofo napoletano, la risposta al montante cartesianismo scientista e al materialismo scettico. Tale prospettiva si cimentò soprattutto nella ricostruzione, fantasiosa e geniale, del diritto romano, tratteggiato quale paradigma della ciclica storicità dell’esperienza giuridica; nella critica al giusnaturalismo astratto; nel recupero di un metodo formativo ed epistemologico comune a scienze naturali e scienze sociali. Permeato da profonda e contorta religiosità, Vico da un lato disvelò le connessioni tra diritto, antropologia, etimologia, topica; dall’altro difese il modello politico del governo dei togati, garante dell’aequitas e degli equilibri esistenti.
Equilibrio e uguaglianzaPasquale Femia
Ordinario di Diritto privato nell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche Jean Monnet
9 maggio 2020
ore 9:00 - 13:00
ABSTRACT
Il seminario tenta un approccio interdisciplinare alla questione del rapporto tra equilibrio ed eguaglianza. Muovendo dall’analisi di vendetta, nemesi (che esprime la distribuzione-compensazione tra fortune e sfortune) e Dike nella tragedia greca (in particolare nelle Eumenidi di Eschilo), ci si sofferma su distribuzione e retribuzione nell’Etica Nicomachea di Aristotele, ove si fissano i concetti di proporzione ed equilibrio.
La riflessione in età moderna si dipana con l’ausilio dell’indagine iconografica sul tema della giustizia, bendata e non. Equilibrio (ordine) e applicazione cieca (giustizia) si misurano con i concetti di coequatio-congruentia (Irnerio?) e proportio (Dante, De Monarchia, II,5). Dall’immagine del giudice bendato si transita all’equilibrio tra poteri (da Guicciardini alla trattatistica sulle relazioni internazionali).
Da un punto di vista teorico si propone di concepire l’eguaglianza quale equilibrio dei disuguali, e pertanto necessario squilibrio entro la continuità temporale, anche in riferimento all’equilibrio nel contratto. Equilibrio ed ordine, eguaglianza e squilibrio sono pertanto l’uno lo sviluppo dell’altro. Per quanto possa apparire controintuitiva, la costruzione dell’eguaglianza come squilibrio necessario apre ad una diversa considerazione della struttura narrativa insita nella considerazione giuridica della eguaglianza: fino alle estreme conseguenze della contrapposizione tra giustizia e perdono.

Communication and public speaking

Responsabile di modulo Francesco Pierini – DISPO